La Puglia è la prima regione olearia d’Italia: il suo olio extravergine, ricco e deciso, nasce da uliveti spesso secolari e da cultivar dal carattere potente come la Coratina.
🫒 Territorio e tradizione
Con i suoi milioni di ulivi, molti dei quali monumentali e secolari, la Puglia produce da sola una quota enorme dell’olio italiano. Dalla piana di Bari al Salento fino al Tavoliere delle Puglie, l’olivicoltura è il cuore dell’economia e del paesaggio regionale.
🌳 Le cultivar
Le varietà principali sono la Coratina, celebre per l’intensità e la ricchezza di polifenoli, l’Ogliarola, più equilibrata, la Cellina di Nardò nel Salento, la Peranzana nel Foggiano e il Leccino. Ne derivano oli dal profilo spesso robusto e strutturato.
🫗 Caratteristiche organolettiche
Gli oli pugliesi, e in particolare quelli da Coratina, hanno colore verde intenso e un fruttato deciso, con sentori di erba, carciofo, cardo e mandorla. Amaro e piccante sono marcati e persistenti, segno di un extravergine ricco di antiossidanti.
🏅 DOP e IGP
La regione conta numerose denominazioni DOP, tra cui Terra di Bari, Terra d’Otranto, Dauno, Collina di Brindisi e Terre Tarentine, oltre all’ampia copertura dell’olivicoltura salentina e barese.
🥗 Usi e abbinamenti
Il suo carattere deciso esalta verdure amare, legumi, orecchiette, carni alla brace, zuppe e bruschette. È perfetto a crudo su piatti saporiti, dove la sua struttura regge e valorizza sapori intensi.
🌡️ Conservazione e consumo
Va conservato al riparo da luce, calore e ossigeno, in recipienti scuri. Gli oli pugliesi più ricchi di polifenoli tendono a mantenersi meglio nel tempo, ma danno comunque il meglio se consumati freschi entro un anno e mezzo circa.
💡 Lo sapevi che…
In Puglia crescono ulivi millenari, veri monumenti naturali tutelati per legge: alcuni esemplari hanno oltre mille anni e continuano ancora oggi a produrre olive, testimoni viventi di una storia olearia unica al mondo.
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Schede delle cultivar
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